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L’iperammortamento 2026 è una delle misure fiscali più rilevanti oggi disponibili per le imprese che vogliono investire in un impianto fotovoltaico destinato all’autoconsumo. La Legge di Bilancio 2026 ha reintrodotto il meccanismo dell’iperammortamento, spesso indicato anche come super ammortamento, che consente alle imprese di maggiorare fiscalmente il costo dei beni agevolabili. Per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro, ogni 100.000 euro investiti possono generare una base fiscalmente rilevante pari a 280.000 euro. Applicando l’aliquota IRES al 24%, il beneficio fiscale aggiuntivo teorico può arrivare al 43,2% del costo dell’impianto, distribuito lungo l’intero periodo di ammortamento.
La misura è già operativa: dal 12 giugno 2026 è attiva la piattaforma GSE per la prenotazione delle agevolazioni e, dal 21 luglio 2026, è disponibile anche la procedura per confermare l’investimento.
Non è quindi un'opportunità da valutare solo a fine anno: servono analisi dei consumi, componenti conformi, verifica dei limiti di costo, comunicazione preventiva al GSE, conferma dell’investimento, dopo l’esito positivo del GSE, con evidenza dell’acconto almeno pari al 20% del costo di ciascun bene agevolato. Chi imposta l’investimento senza verifiche preventive rischia di compromettere l’accesso al beneficio.
Cos'è l’iperammortamento 2026 e come funziona per le aziende
Il termine "super ammortamento" è quello più diffuso nella comunicazione di settore, ma il nome tecnico introdotto dalla Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) è iperammortamento. La misura sostituisce i crediti d'imposta Transizione 4.0 e Transizione 5.0, e introduce un meccanismo completamente diverso: non un credito compensabile in F24, ma una maggiorazione extracontabile del costo di acquisizione del bene, rilevante esclusivamente ai fini delle imposte sui redditi.
Il meccanismo opera così: l’azienda acquista un bene strumentale nuovo agevolabile, tra cui anche un impianto per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo. Il costo effettivamente sostenuto resta quello civilistico e contabile, ma ai fini fiscali viene riconosciuta una maggiorazione della base su cui calcolare le quote deducibili. La maggiorazione è strutturata a scaglioni progressivi:
- +180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
- +100% per la quota tra 2,5 e 10 milioni di euro;
- +50% per la quota tra 10 e 20 milioni di euro.
Per la maggioranza delle PMI italiane, che investono ben al di sotto di 2,5 milioni di euro, si applica interamente la maggiorazione al +180%. Questo significa che su un impianto con costo agevolabile pari a 200.000 euro, la base fiscalmente rilevante diventa 560.000 euro.
Il beneficio fiscale aggiuntivo, per una società soggetta a IRES al 24%, è pari a circa 86.400 euro, calcolato sulla sola maggiorazione di 360.000 euro. Il risparmio non viene fruito in un’unica soluzione, ma lungo il periodo di ammortamento del bene.
La misura è applicabile agli investimenti completati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028. Per accedere al beneficio è però necessario seguire la procedura GSE: comunicazione preventiva, conferma dell’investimento con acconto almeno pari al 20% dopo l’esito positivo del GSE, comunicazione di completamento e relativa documentazione tecnica e contabile.
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Chi può accedere, cosa è agevolabile e il vincolo sui moduli
Una delle caratteristiche più interessanti di questa misura è l'ampiezza della platea dei beneficiari. Possono accedere le imprese residenti nel territorio dello Stato e le stabili organizzazioni in Italia di soggetti non residenti, titolari di reddito d’impresa, senza alcuna distinzione per dimensione, settore economico o forma giuridica: si va dalle microimprese alle grandi società, dalle ditte individuali alle S.p.A., dall'industria manifatturiera al commercio, dall'agricoltura alla logistica. Resta comunque necessario verificare la concreta fruibilità fiscale del beneficio in base alla specifica posizione dell’impresa, soprattutto in presenza di regimi fiscali particolari, nonché il rispetto degli obblighi contributivi e delle altre condizioni soggettive richieste. Per questo è sempre opportuno coordinare la valutazione tecnica dell’investimento con il proprio consulente fiscale. Sul fronte dei beni agevolabili, la misura copre gli impianti fotovoltaici destinati all'autoproduzione e all'autoconsumo di energia rinnovabile, inclusi i sistemi di accumulo asserviti all’impianto. L’impianto di produzione deve inoltre essere dimensionato in modo che la producibilità attesa non ecceda il 105% del fabbisogno energetico della struttura produttiva, calcolato sui consumi medi annui dell’esercizio precedente, includendo, ove rilevanti, gli eventuali consumi equivalenti previsti dalla disciplina. Un altro punto decisivo riguarda i limiti di costo ammissibile. Non tutto il valore commerciale dell’impianto è automaticamente agevolabile: per il fotovoltaico e per gli eventuali sistemi di accumulo si applicano massimali parametrati alla potenza e alla tipologia di moduli utilizzati. Qui entra in gioco il vincolo più importante della norma: per rientrare nell'iperammortamento, i moduli fotovoltaici devono rientrare nelle tipologie B e C del Registro ENEA, richiamate dalla Legge di Bilancio 2026 ai fini dell’iperammortamento, e rispettare i relativi requisiti di produzione europea ed efficienza.
Nello specifico, sono ammesse solo due categorie di moduli:
- Categoria B: moduli fotovoltaici prodotti negli Stati membri dell’Unione europea utilizzando celle anch’esse prodotte nell’Unione europea, con efficienza di conversione delle celle pari ad almeno il 23,5%;
- Categoria C: moduli fotovoltaici prodotti negli Stati membri dell’Unione europea utilizzando celle bifacciali a eterogiunzione di silicio o tandem, anch’esse prodotte nell’Unione europea, con efficienza di conversione delle celle pari ad almeno il 24%.
La Categoria A non rientra tra quelle ammesse ai fini dell’iperammortamento 2026. Questo restringe sensibilmente il ventaglio dei fornitori qualificati. Una buona notizia è arrivata con il D.L. 27 marzo 2026, n. 38, convertito, con modificazioni, dalla L. 22 maggio 2026, n. 88, che ha eliminato il vincolo geografico generale di produzione UE/SEE originariamente previsto dal comma 427. Per inverter, sistemi di accumulo e componentistica ausiliaria non opera quindi tale vincolo generale di origine, fermi restando gli altri requisiti di agevolabilità, funzionalità, asservimento all’impianto e rispetto dei limiti di costo. Per gli impianti solari resta invece il requisito specifico sui moduli fotovoltaici, perché la disciplina continua a richiamare le sole tipologie B e C del Registro ENEA.
Il consiglio operativo è chiaro: la scelta dei moduli non è una decisione tecnica qualsiasi, ma un prerequisito normativo che determina l'accesso all'agevolazione. Affidarsi a un partner come Efficasa, che dispone sempre di prodotti in pronta consegna dei migliori brand e che gestisce anche le pratiche e i servizi tecnici per il fotovoltaico, significa avere una guida su questo passaggio critico fin dalla fase di progettazione.
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Il vantaggio concreto per la tua azienda: risparmio fiscale più risparmio in bolletta
Per capire perché questa misura è così rilevante, bisogna guardare al doppio beneficio: da un lato il vantaggio fiscale dell’iperammortamento, dall’altro il risparmio energetico generato dall’autoconsumo.
Prendiamo un esempio concreto: un’azienda con consumi medio-alti installa un impianto fotovoltaico trifase da 50 kWp, eventualmente abbinato a un sistema di accumulo. Ipotizziamo un costo agevolabile di 60.000 euro, compatibile con i massimali previsti per la specifica tipologia di moduli utilizzati.
Con l’iperammortamento al +180%, la maggiorazione fiscale è pari a 108.000 euro e la base fiscalmente rilevante diventa 168.000 euro. Per una società soggetta a IRES al 24%, il beneficio fiscale aggiuntivo teorico è quindi pari a circa 25.920 euro, distribuito lungo il periodo di ammortamento sotto forma di minore imposizione fiscale.
A questo si aggiunge il risparmio in bolletta. Con una produzione annua stimata di circa 55.000 kWh e un autoconsumo reale del 65%, l’azienda potrebbe risparmiare circa 8.940 euro l’anno sull’energia utilizzata direttamente, ipotizzando un prezzo medio dell’energia evitata di 0,25 €/kWh. La quota immessa in rete, valorizzata a condizioni più basse, potrebbe generare un ulteriore beneficio indicativo di circa 1.540 euro annui. In questo scenario, il beneficio energetico complessivo sarebbe quindi di circa 10.500 euro l’anno.
Sommando il risparmio energetico al beneficio fiscale dell’iperammortamento, il tempo di rientro dell’investimento può ridursi in modo significativo, collocandosi indicativamente tra 4 e 6 anni nei casi di impianti ben dimensionati e con un buon livello di autoconsumo.
Efficasa offre ai propri clienti aziendali kit fotovoltaici trifase a partire dalle taglie più compatte fino agli impianti da 1 MWp, con servizi chiavi in mano che includono progettazione, pratiche GSE, installazione tramite i Service Partner Efficasa e consulenza tecnica.
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La procedura GSE e i passi da fare adesso
Il beneficio non è automatico. L'accesso all'iperammortamento 2026 richiede una procedura strutturata sulla piattaforma telematica del GSE, accessibile tramite SPID o CIE, che prevede una sequenza precisa di comunicazioni: una comunicazione preventiva, da trasmettere prima dell’avvio dell’investimento; una comunicazione di conferma, entro 60 giorni dall’esito positivo della comunicazione preventiva del GSE con evidenza dell’acconto almeno pari al 20% del costo dei beni agevolati; e una comunicazione di completamento, corredata dalla documentazione tecnica e contabile richiesta.
Sono inoltre previsti successivi obblighi di monitoraggio annuale, con comunicazioni periodiche relative agli investimenti effettuati, ai costi sostenuti, al piano di ammortamento e alle quote di incentivo utilizzate.
Sul piano documentale, l’impresa deve poter disporre di una perizia tecnica asseverata, o di un’attestazione rilasciata da un ente accreditato, oltre alla certificazione contabile che attesti l’effettivo sostenimento delle spese e la loro corrispondenza alla documentazione aziendale.
Questo livello di burocrazia non deve scoraggiare l’investimento, ma impone di pianificare correttamente ogni passaggio. Un modulo non conforme al Registro ENEA, un errato dimensionamento dell’impianto, il superamento dei massimali di costo, una comunicazione tardiva o una documentazione incompleta possono compromettere, in tutto o in parte, il beneficio fiscale.
I passi concreti da seguire adesso sono:
- Analisi energetica: verificare i consumi aziendali reali, la superficie disponibile e il profilo di carico per dimensionare correttamente l'impianto;
- Richiesta di preventivo tecnico-economico: selezionare i moduli conformi, verificare i massimali di costo, quantificare l'investimento, il risparmio fiscale atteso e il piano di ammortamento con il consulente di riferimento;
- Comunicazione preventiva GSE: da trasmettere prima di avviare l'investimento, per richiedere la prenotazione del beneficio;
- Conferma dell’investimento: dopo l’esito positivo del GSE, trasmettere la comunicazione di conferma con evidenza dell’acconto almeno pari al 20% del costo di ciascun bene agevolato;
- Gestione della documentazione finale: predisporre perizia tecnica, certificazione contabile, fatture, documenti di trasporto, dati tecnici e documentazione necessaria per la comunicazione di completamento e per eventuali controlli.
Il team tecnico di Efficasa è disponibile per accompagnare le aziende in ogni fase di questo percorso: dalla valutazione iniziale alla scelta dei kit più adatti, dalla verifica dei requisiti tecnici alla gestione delle pratiche di allaccio, fino al coordinamento operativo necessario per impostare correttamente l’investimento. Per richiedere una consulenza gratuita, è sufficiente visitare efficasa.it oppure contattarci via WhatsApp al 0832 243198.
L’iperammortamento 2026 rappresenta un’opportunità concreta per le aziende che vogliono investire nel fotovoltaico e ridurre i propri costi energetici. Ma non è una misura automatica né puramente commerciale: richiede analisi preventiva, componenti conformi, corretta documentazione e una procedura GSE gestita nei tempi corretti.
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